TOCCANO UNA, TOCCANO TUTTE/I!

Le mobilitazioni legate all’8 marzo mostrano le gravi discriminazioni che subiscono le donne e le moltissime difficoltà che incontrano sul loro cammino ogni giorno. Eppure, queste iniziative esprimono solo una piccola parte della potenza che potrebbero generare se assumessero i connotati di una lotta quotidiana e complessiva, combattuta fianco a fianco da donne e uomini della classe lavoratrice, uguali e differenti all’interno dell’identità di classe, uniti per rovesciare la nostra condizione sociale ed economica.

Condizione di sopraffazione, questa, generata dal ricatto del lavoro e dalla mancanza di garanzie fondamentali come l’abitazione, l’istruzione, la salute; che si traduce per tutti, donne e uomini, in insicurezza, assoggettamento e dipendenza.
Tutto ciò all’interno di un sistema economico e sociale in cui si può essere o proprietari o proprietà di qualcuno, dove anche il corpo diventa un bene declinato secondo la dimensione dell’avere piuttosto che dell’essere, in un mondo basato sull’accumulo di ricchezza di pochi a discapito dei molti e permeato anche da una morale religiosa oscurantista che ben rappresenta l’assetto gerarchico vigente, patriarcale in ambito familiare e sociale.

In questo stato di mercificazione presente in ogni ambito della nostra vita, anche la salute non ne risulta scissa ed anche quelli che rappresentano principi fondamentali per ogni individuo, come cura e prevenzione, rientrano in questi meccanismi.
È per questo che il presidio di oggi si tiene davanti il consultorio ed A.S.L. di Viterbo, per ribadire che servizi essenziali come quello del sistema sanitario devono essere basati su efficienza, gratuità, universalità e capillarità territoriale e che, inoltre, non deve essere permesso che medici e personale obiettore di coscienza eserciti i propri ruoli. A tal proposito ricordiamo che i dati aggiornati al 2018, riportano, per la regione Lazio, una percentuale del 25,3% relativa ai medici ginecologi non obiettori, su un totale di 368 medici: una proporzione esigua ed inaccettabile, considerando anche i disagi e le problematiche alla base del sistema ASL, aggravate dalla situazione pandemica, in un contesto clinico in cui chiaramente le tempistiche risultano essere cruciali.
É assurdo pensare che tuttora si viva una realtà in cui, oltre gli abusi subiti “sotto la luce del sole”, ce ne siano di altri più insidiosi e garantiti da questa società.

Come se non bastasse quindi, la situazione pandemica attuale ha amplificato esponenzialmente queste problematiche e non è un caso che il 70% dei lavoratori che hanno perso il lavoro in questo periodo, siano donne: tutte le contraddizioni di questo sistema stanno ulteriormente venendo a galla ora, così come la disparità di genere; e dall’alto, sulla scia delle restrizioni e ordinanze varie, si stanno lentamente ma progressivamente introducendo delle modalità d’azione volte a zittire ed acquietare tutto ciò, come successo con la Commissione di Garanzia contro l’attuazione del diritto di sciopero che ha dato nuova prova di sè, notificando che il settore scuola non potrà partecipare allo sciopero internazionale dell’8 marzo.

Consci delle problematiche e contraddizioni di genere, dobbiamo perciò cominciare a considerarle all’interno di più ampie problematiche e contraddizioni di CLASSE: non si raggiungerà nessun obiettivo dividendo gli ambiti di lotta, dobbiamo invece intraprendere LA LOTTA per abbattere complessivamente questo sistema costruito per perpetrare disuguaglianze e ingiustizie!

PER UNA RADICALE TRASFORMAZIONE SOCIALE!

IL CORPO E LA SALUTE NON SONO UNA MERCE!

Comitato di Lotta Viterbo
Coordinamento Regionale Sanità
Si Cobas Viterbo
Patti di Azione Anticapitalista

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